Le fake news a ritmo social

Le fake news a ritmo social

Le fake news sono articoli redatti con informazioni errate, distorte e ingannevoli, volti a disinformare il lettore e creare scandalo o panico. Purtroppo negli ultimi anni si è assistito all’ascesa esponenziale di questo tipo di notizie, agevolate dal grande bacino d’utenza che si può raggiungere tramite i social network.

 

Proprio per questo Facebook ne è diventato il territorio prediletto, in quanto chiunque può scrivere o condividere quel che vuole e, se si ottengono molte interazioni, un’informazione anche errata o ingannevole può diventare virale e di dominio pubblico. Quando viene addirittura ripresa da uno o più personaggi pubblici con molto seguito diventa quasi impossibile fermare del tutto la sua ondata: è recente il caso del video diffusosi su tale social network e su WhatsApp di una puntata di 5 anni fa del Tg3 Leonardo in cui si diceva che sarebbe stato creato un virus in laboratorio, rivelatosi poi ingannevole e fuorviante.

 

Queste false notizie talvolta sono incentivate da qualche politico per screditare un avversario o da un’impresa nei confronti di un competitor per convertire i clienti a proprio favore; sono scaturite addirittura vere e proprie crisi aziendali a causa loro e perciò ogni società deve monitorare con attenzione ciò che la stampa e i social media affermano sul proprio conto.

 

Il bersaglio delle fake news sono principalmente gli adulti over 40 con un basso livello di istruzione, che usano spesso i social network per informarsi e tendono ad assumere come vero tutto ciò che leggono, anche tramite le catene WhatsApp, sempre più utilizzate a scopo ingannevole.

 

C’è chi riesce anche a fare delle fake news esagerate ed esplicite il proprio marchio di fabbrica, riuscendo così a intrattenere e far ridere il proprio pubblico con ironia e satira – ad esempio Lercio -, ma non tutti lo capiscono subito, purtroppo.

 

Si rende quindi sempre più necessario il controllo incrociato delle fonti per riconoscere la veridicità delle notizie – il cosiddetto fact checking -, tanto che è stata avviata una partnership tra i due social citati e il fact-checker indipendente Pagella Politica per la creazione di un sito web apposito con profilo WhatsApp collegato, chiamato Facta.

 

Esistono anche alcuni siti la cui mission è smascherare bufale e verificare notizie, in modo da non far cadere nella trappola della disinformazione i propri lettori, è il caso di Bufale.net.

 

Recentemente, il Governo italiano ha deciso di creare una Commissione apposita, formata da esperti del settore, che smascheri le bufale legate al Coronavirus, venendo però accusato dalle opposizioni di limitare così la libertà di stampa: realtà o esagerazione? Costituisce davvero un pericolo per la democrazia o è una tutela dei lettori? A ciascuno di voi la risposta.

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