L’interazione è più forte dei like

L’interazione è più forte dei like

I social network stanno diventando sempre più importanti per le aziende, perciò è molto importante avere una pagina molto forte: in base al pubblico a cui si rivolgono viene data più importanza a Facebook o Instagram, mentre Twitter e Youtube sono meno sfruttati, se non da particolari categorie (ad esempio i giornali su Twitter).

 

Focalizziamoci su Facebook. Per le aziende rappresenta uno strumento fondamentale per la propria comunicazione: si può pubblicare un comunicato stampa, raccontare il proprio brand e i singoli prodotti; inoltre, ogni post organico è come una pubblicità gratuita e va dunque sfruttato al massimo.

 

Negli anni, gli sviluppatori di Zuckerberg hanno modificato numerose volte l’algoritmo secondo cui un utente, scorrendo la Home, vede un post piuttosto che un altro, quindi spesso i Social Media Manager si sono trovati a dover cambiare la propria strategia per poter raggiungere più utenti possibili.

 

Al momento, enorme importanza viene data all’interazione: l’utente medio visualizza prima ciò che pubblicano gli amici a cui è solito mettere like o commentare, poi quelli sui gruppi di cui fa parte e solo infine i post organici delle pagine che segue. Il tutto intervallato da un buon numero di post sponsorizzati.

 

Ora però la domanda sorge spontanea: dato che ciascuno segue decine se non centinaia di pagine, come viene deciso quali deve visualizzare nella Home e quali no?

 

Tutto si basa appunto sull’interazione: una persona vedrà per prime le pagine su cui agisce più spesso: likes ai post, commenti e condivisioni diventano quindi molto più importanti dei likes alle singole pagine. Per evidenziare ancora maggiormente questo aspetto, da qualche mese è stato inserito il badge difan più attivo della pagina, che viene conferito automaticamente a un utente quando interagisce ripetutamente con essa: sicuramente quest’ultima sarà poi tra le prime presenti nella sua Home.

 

E’ quindi fondamentale creare contenuti interessanti e soprattutto interattivi, che spingano chi li vede ad eseguire azioni sulla pagina e non semplicemente scorrere il post. Utile è pubblicare post virali o inerenti all’attualità, così come rispondere ai commenti: i followers si sentono ascoltati e sviluppano più attrazione verso l’azienda.

 

Se si lavora continuativamente su questa strada, sicuramente si otterranno i risultati sperati, riflessi sul dato che alla fine è il più importante di tutti: la copertura, ovvero gli utenti unici che hanno visualizzato un post o la pagina in generale. Affiancata alla copertura c’è l’impression, in cui però vengono contate le visite totali (quindi se un utente visualizza 3 volte la pagina viene contato tutte e 3 le volte, mentre vale solo 1 per la copertura).

 

Utili sono anche i pulsanti abbinabili ai singoli post: Invia un messaggio” esorta il contatto diretto, mentre “Fai una donazione è una call-to-action usata da Onlus ed Enti no profit.

 

Non è detto quindi che chi conta più likes alla propria pagina abbia una copertura e un engagement migliori degli altri: se pubblica materiale scadente e gli altri invece riescono a coinvolgere in maniera più appropriata la propria audience, saranno questi ultimi ad essere più forti.

 

Ecco un esempio, in cui un cliente per cui la nostra Agenzia segue una campagna di gestione del social ha un numero di likes e commenti ai post simile a quello di un competitor che ha oltre 11 milioni di likes alla pagina in più; ciò significa un livello di engagement decisamente migliore per la pagina da noi amministrata e che la quantità di likes alla pagina non è direttamente correlata al numero di utenti che vedono la pubblicazione.

 

Se anche tu vuoi ottenere risultati così non esitare a contattarci per un preventivo!

 

 

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